Sono nato nel 1946 e quindi non ho visto la velleitaria e triste fine dell’esperienza social-fascista del ex direttore dell’Avanti. Sono nato e vissuto,così come vivo nell’ITALIA REPUBBLICANA.
L’idea che mi ero fatto da ragazzo e poi da giovane è che mi trovassi a vivere in una Repubblica Costituzionale ricca di contenuti ideali e di sani fermenti politici. Non mi sono mai lasciato attrarre da una deriva populista,ne ho mai pensato alla possibilità di uno stato comunista sul modello SOVIETICO,ho sempre apprezzato tutto quello che vi era di buono nel pensiero SOCIALISTA e DEMOCRATICO,nel RIFORMISMO e nel PROGRESSO.
Ho sempre creduto nel primato della politica e nella capacità dei partiti di perseguire sempre l’interesse primario dei milioni di donne e uomini ITALIANI,ho sempre visto la magistratura e le forze di controllo dello STATO (polizia,carabinieri,finanza ecc.) come dei cardini di riferimento per il sano rispetto delle leggi dello stato,poi all’improvviso mi sono trovato al centro del movimento studentesco del ‘68 e pur non lasciandomi andare a manifestazioni violente e ad esperienze stravaganti mi sono reso conto che qualcosa doveva mutare e doveva essere una trasformazione migliorativa con la partecipazione di tutte le forze politiche e sociali,compresa la magistratura e le forze dell’ordine. Invece grande fu la mia delusione : i partiti dell’arco costituzionale si arroccarono insieme con la magistratura e le forze dell’ordine per impedire la trasformazione della società auspicata e al passo con le nuove esigenze di una nazione che dal periodo della ricostruzione post-bellica e del miracolo economico aveva bisogno di nuovi stimoli e di una nuova classe dirigente.
Tutto invece rimase terribilmente uguale e si sprofondò in un periodo di scontri ,di stragi ,di movimenti terroristici,di morti illustri ,di una tensione inutile e dannosa ,di una magistratura e delle forze dell’ordine tutte prese nel rigettare questo attacco allo stato da parte di forze rivoluzionarie minoritarie ed elitarie,che non hanno mai avuto ne trovato alcun appoggio nella società italiana.
Ma perchè non si era colto quello che il movimento del ‘68 aveva suggerito?
Perchè la classe politica dei partiti non aveva accettato un ricambio generazionale?
Perchè la magistratura non aveva favorito questa trasformazione?
Tutto invece aveva teso a conservare assetti e privilegi.
E una volta risoltosi il PERIODO DI PIOMBO ci si è ritrovati in QUELLO DI TANGENTOPOLI.
La Magistratura Milanese prima e poi un po tutta quella Italiana ha scoperto la corruzione degli uomini che avevano guidato i PARTITI DELL’ARCO COSTITUZIONALE.
Ma questa corruzione a quando datava? Perchè prima non si era mai pensato che esistesse?
Ricostruire questi periodi della storia della REPUBBLICA significa capire il perchè delle condizioni attuali.
Oggi i PARTITI sono diversi e nelle mani di chi possiede ed assembla nuove sigle,non si scelgono più i rappresentanti alla CAMERA ed al SENATO,scompaiono e non valgono il voto di alcuni milioni di ITALIANE ed ITALIANI per fantomatici sbarramenti nel nome della governabilità .
Ma ci rendiamo conto di cosa ci è caduto addosso. Questo è il PROGRESSO?
Basta aprire la televisione e leggere i giornali per cogliere uno STATO alla deriva: una povertà sempre più diffusa,grossi problemi di integrazione sociale in un mondo globalizzato e pluri-etnico,sicurezza e violenza fuori controllo,giovani senza un futuro certo ed un lavoro sicuro,una sanità sempre meno dalla parte di chi ne ha bisogno e sempre più dominata dal guadagno e tanta tanta insoddisfazione strisciante .
Siamo dominati dai poteri forti e nulla resta del dettame COSTITUZIONALE.
Dai sogni del ‘68 si è passati a questa triste realtà .
Ma bisogna trovare la forza di reagire in modo democratico e questo è il compito che le nuove generazioni avranno davanti nei prossimi dieci anni : ridare alla nostra Repubblica quel cambiamento reale che ci doveva essere e mai ci è stato.