Il Direttore Pino Costa mi ha intervistato, in funzione dei prossimi appuntamenti elettorali di Pescara con la Lista Indipendente La Farfalla, durante la trasmissione il viaggio ecco il video della puntata:

Sempre il bravissimo Direttore Pino Costa ha intervistato anche l’Onorevole Amedeo D’Addario ed ecco il video di quella puntata:

Pino Costa intervista l’ Onorevole Amedeo D’Addario.

Pino Costa intervista l’ Onorevole Amedeo D’Addario.

Insieme con tanti amici,donne e uomini semplici e capaci,credo sia venuto il tempo del mio impegno politico a Pescara per le “elezioni comunali” del mese di giugno.
Abbiamo scelto insieme un simbolo di “libertà” : La Farfalla e il mio Nome e Cognome.
Voglio farvelo conoscere: a me piace molto. Spero di cuore che abbia un grande successo e sia in grado di risvegliare in voi la voglia di essere protagonisti di una scelta diversa ed affascinante.
farfalla-logo

Dieci anni per realizzare queste 5 localizzazioni definitive strutturali ed organizzative sul territorio Abruzzese affiancando ad esse e riqualificando una parte delle strutture esistenti rese idonee per presidi distrettuali e residenze sanitarie di assistenza per lungo degenza ,hospis,riabilitazione.
Il problema che si pone immediatamente è quello di realizzare una razionale ed efficace riduzione dei costi di gestione delle strutture attuali con la razionale soppressione di strutture operative periferiche di scarsa utilizzazione e potenziamento delle stesse strutture nei presidi ospedalieri vicini a più alta utilizzazione,con l’avvio di quel processo già indicato di riqualificazione delle strutture dismesse verso strutture distrettuali ambulatoriali territoriali,con risparmi ed abolizioni di distretti obsoleti ed inefficienti.
A questa operazione da praticare nel breve tempo affiancherei con una oculata e mirata programmazione l’affidamento di alcune strutture Ospedaliere Territoriali di maggior utilizzo e più efficace localizzazione alla gestione privatistica ,in un’ottica di interazione tra strutture private esistenti sul territorio e dette strutture pubbliche.
Fare esclusivamente abolizioni di strutture complesse operative oggi già praticamente non funzionanti mi sembra solo una soluzione di facciata che non comporterà se non piccoli ed inefficaci risparmi.
La gestione concertata privatistica di strutture di degenza ed operatività territoriale non appartenenti a quelle 5 localizzazioni definitive ,ma nello stesso tempo giudicate razionalmente efficaci nel periodo decennale di transizione e successivamente ricollocate nell’assetto generale ritengo che sia una soluzione efficace per una riduzione drastica dei costi di gestione fornendo alle popolazioni locali un servizio efficiente ed al passo dei tempi.
In questa ottica rimarrebbero alla gestione di un’unica ASL regionale le 5 Strutture Ospedaliere di alta qualificazione con le annesse Strutture Privatizzate e la super visione dei 2 poli UNIVERSITARIO-OSPEDALIERI dell’Area metropolitana Chieti-Pescara e di quella interna L’Aquila-Teramo a Gestione e Direzione Autonoma.
Avremmo così un dimezzamento dei costi di gestione,ottenendo una razionalizzazione e maggior efficacia di prestazioni sia dal punto qualitativo che quantitativo.
Andare avanti solo con proclami di tagli a strutture ospedaliere inefficienti e scatenare reazioni locali non porterà alcun beneficio anzi aggraverà la già precaria gestione e non comporterà alcun risanamento del deficit.
Non vedo per ora ,così come non ho visto nel passato segnali di cambio di rotta nella gestione Sanitaria della nostra regione e mi auguro che le cose possano cambiare.
Oggi alle solite gestioni manageriali si è aggiunta quella del commissario governativo e si va avanti esclusivamente con tagli di spesa corrente e riduzione di personale per ottenere ,non so poi capire, cosa.
Nessuna reale programmazione,tanti generali e super generale certo che non lavorano gratis e taglio delle spese correnti sul personale e riduzione delle truppe.
La Politica quella Abruzzese con la A maiuscola ,se ancora esiste ,faccia un passo avanti ed assumendosene le responsabilità torni a gestire la Sanità e la sua spesa in Abruzzo a nome di tutti gli Abruzzesi,questo è il mio AUGURIO e spero che non resti tale.

Una volta tovate le 5 localizzazioni delle strutture complesse e doveroso dare la giusta collocazione alle due strutture Universitarie di Medicina e Chirurgia con il potenziamento dei corsi di specializzazione e di tutte le facoltà complementari e credo che per Chieti-Pescara le strutture odierne accorpate ed ad unica e separata direzione sia la soluzione normale e così abbiamo determinato il primo polo Ospedaliero ed Universitario dell’area Metropolitana principale e più popolosa dell’intera regione. In questo caso si deve procedere esclusivamente ad un accordo con la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Chieti e costituire un comitato di gestione o un manager autonomo .
Lo stesso discorso va riproposto per l’asse ospedaliero universitario esistente tra L’Aquila e Teramo con una gestione congiunta ed autonoma sullo stesso modo di quella tra Chieti e Pescara. Costituendo cosi il polo Ospedaliero Universitario dell’Interno della Regione.
Restano da definire le nuove tre collocazioni di strutture Ospedaliere complesse e di alta Specialità non Universitarie e questo uscirà fuori dalla localizzazione programmatica alla quale abbiamo fatto riferimento,ma in linea di massima :1) la Marsica e le altre zone interne dell’Aquilano 2) la zona costiera del Teramano 3) l’Abruzzo Citeriore: Ortona-Lanciano-Vasto e le zone interne dell’alto Vastese e del Sangro.
Affronteremo questa disamina nel prossimo articolo.

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Siamo arrivati a determinare la localizzazione territoriale ottimale delle strutture necessarie e ci accorgiamo che le strutture fondamentali necessarie e di qualità non sono più di cinque ed ad ognuna di esse si affiancano distretti diagnostici di base anche essi efficienti ed in numero certamente inferiore agli attuali.
Abbiamo in tal senso ,con un criterio scientifico oggettivo,ridisegnato l’assetto territoriale,senza campanilismi e nel rispetto di tutte le comunità .
A questo punto bisogna fare una sovrapposizione tra l’assetto attuale e quello che si è venuto a determinare e bisogna procedere ad uno studio di fattibilità e di ricollocazione delle strutture da dismettere.
Personalmente ritengo che le strutture attuali siano frutto sconclusionato di una programmazione territoriale mai esistita ed esclusivamente scelte locali molto campanilistiche.
Come si può procedere e quanto costa farlo?
Questa è la strada del risparmio nell’efficienza ottimale o bisogna ristrutturare il presente nelle localizzazioni oggi esistenti?
Quello che non si deve fare è continuare ad insistere sulle strutture presenti che, anche se non lo si vuol ammettere, nel futuro in molte si aboliranno e dismetteranno ,i così detti rami secchi.E se pur ci saranno prese di posizioni ,così come ci sono sempre state, delle comunità locali portate a difendere con argomentazioni catastrofistiche tutto ciò che potrebbe portare alla loro chiusura,ma fondamentalmente difendendo il posto di lavoro degli operatori locali.
La soluzione che io sto prospettando toglierebbe ogni necessità a queste iniziative e determinerebbe maggior efficienza reale e risparmio assoluto nella gestione.
Se oggi sono presenti sul territorio Abruzzese un numero elevato di strutture e tante duplicazioni e la loro collocazione è spesso irrazionale con quanto ho esposto ,ovvero con lo studio territoriale e la localizzazione ottimale, questo numero si ridurrebbe a 5 o 6. Certo lo studio non è stato fatto e la mia deduzione potrebbe essere fallace ,ma di una cosa sono sicuro :il numero sarebbe rispetto ad oggi notevolmente inferiore e l’efficienza ed i risultati che si otterranno notevolmente superiori.
Oggi è in voga che togliere a territori interni le loro Strutture Sanitarie comporterebbe gravi disagi ai residenti e farebbe morire l’economia locale.
Ma questo non avverrà se si tiene conto che le localizzazioni da me prospettate non penalizzerebbero ne avvantaggerebbero un territorio a discapito di un altro ,anzi lo renderebbero più omogeneo. Bisogna tener presente che stiamo parlando della nostra regione e del suo numero certo non esorbitante di abitanti.
Quella che prospetto è una programmazione concertata a livello Regionale e Locale che va realizzata in un arco di tempo di 10 anni, ma la cui conclusione va esplicitata subito in modo da rapportare a questa le modifiche immediate e progressive che vanno realizzate.
Saranno proprio queste a determinare con criterio un notevole risparmio ed una riduzione drastica del deficit.
In questa fase vedrei molto bene una interazione tra pubblico e privato per la gestione di strutture da dismettere sempre in funzione con l’assetto futuro che nel contempo sarà avviato un piano di finanza con fondi Nazionali ed Europei ,che andranno all’uopo utilizzati, senza dispersioni in ristrutturazioni o ammodernamenti di strutture esistenti e nel tempo non più efficienti.
Dunque programmazione di un uovo assetto territoriale delle strutture sanitarie principali ,tenendo conto della interazione con le strutture Private e con le Università di Medicina presenti e nel contempo ridisegno delle attuali strutture con l’obbiettivo di tagliare il deficit e dare prestazioni di qualità.
Affronterò questo argomento nel prossimo articolo.

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Vedo tanta difficoltà e non vedo risposte adeguate per questo che viene indicato come il maggior problema economico della nostra Regione Abruzzese.
Bisogna offrire a tutti i cittadini residenti un servizio di qualità ed all’altezza dei tempi e nello stesso tempo risanare i conti in rosso e non farli pesare sui contribuenti onesti che pagano le tasse.
Sono due anni che mi occupo di questo rompicapo,ma nessuno e quantomeno chi mi aveva giudicato valido come consulente ne ha letto ne ha apprezzato i mie suggerimenti.
L’aria è cambiata politicamente ,ma vedo e ascolto sempre la stessa musica fatta di proclami, riorganizzazioni segmentarie,facili dichiarazioni ad effetto campanilistico senza alcun costrutto organico. Si riaffermano soluzioni tampone e non si affrontano i veri problemi .
Molteplici negli ultimi anni sono stati i tentativi di Piani Sanitari Regionali,che non hanno prodotto quasi nulla se non rafforzato il deficit economico senza alcun palese miglioramento dell’efficienza.
Partiamo dal risultato che si vuole conseguire:
1) Ridurre il deficit
2) Offrire un servizio all’altezza dei tempi che viviamo e che migliori la risposta dello stato di salute del cittadino Abruzzese.
Bisogna innanzitutto ragionare senza partire dall’attuale organizzazione,ma da un territorio presente così come è,dalla disposizione degli insediamenti abitativi,dal numero degli abitanti e dalla loro localizzazione numerica,uno studio accurato nel quale va inserita a pieno titolo la viabilità e la sua efficienza. A questo studio devono partecipare le strutture tecniche preposte : Regionali e Provinciali sotto la guida di un Esperto del Territorio da individuare tra gli Urbanisti che nel tempo hanno studiato l’Abruzzo nella sua evoluzione insediativa,potrei all’uopo suggerire la persona dell’Architetto On . Amedeo D’Addario.
Questo studio propedeutico risulterà fondamentale per la dislocazione essenziale, efficiente ed efficace delle strutture da quelle fondamentali di alta qualificazione a quelle di base,riducendone il numero ,ma soprattutto ottenendo la migliore e veramente efficace risposta terapeutica.
Ridisegnare così la Sanità pubblica sul territorio con il migliore indice di efficienza.
Alla localizzazione delle strutture e del loro tipo devono partecipare con i tecnici sopra citati esperti del settore ,ovvero medici specialisti delle varie branche della medicina e della chirurgia che abbiano una alta e provata capacità organizzativa.
Mi fermerei per oggi quì, ritenendo utile che l’argomento complesso vada sviscerato in varie parti susseguenti in modo da dare adito a elaborazioni e commenti.
Concluderei facendo presente che questa prima fase di elaborazione non deve assolutamente tener conto dell’assetto attuale e della organizzazione in essere.

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Dopo il 15 di Dicembre del 2008 non vi erano al Comune di Pescara più le fondamenta per continuare ad amministrare ed oggi, approvato il bilancio di previsione del 2009 ,alla luce degli ultimi avvenimenti è veramente senza significato continuare.
Ogni buon amministratore eletto dovrebbe avere sempre la misura delle circostanze e in condizioni così precarie il buon senso di dimettersi e di restituire alla città un clima di tranquillità per ridare ,come è stato decretato dal Presidente della Repubblica Italiana, il 6-7 giugno la parola alle elettrici ed agli elettori senza più alimentare contrasti , ma pensando ai futuri programmi e dando la possibilità all’elettorato e quindi a noi tutti ,di poter scegliere sui contenuti e non sulle diatribe e sui contrasti.
Continuare a dichiararsi indispensabili da più l’impressione di voler rimanere attaccati ad una poltrona e non fa altro che provocare ulteriori guai a Pescara.
Svelenire il clima con un Commissario Prefettizio per un paio di mesi farebbe tornare la Città a guardare con ottimismo al proprio futuro.
La dimissione di tutti i Consiglieri Comunali e della Giunta restante mi sembra a questo punto un atto di grande civiltà democratica.
Continuare non farebbe altro che alimentare altre polemiche e contrasti ,che non fanno e soprattutto non faranno bene a PESCARA.

Ormai le elezioni Comunali si avvicinano,insieme con quelle Circoscrizionali,le Provinciali e le Europee.
A Pescara si torna a votare al Comune per la 7 volta in 19 anni,quasi un record.
Il mio augurio è che si trovi la strada di una coesione fondata su obbiettivi semplici ed importanti e soprattutto sul rispetto del territorio e dei suoi abitanti.
Sarò molto attento a far si che le idee e il modo di fare che sempre mi ha contraddistinto possano avere un effettiva realizzazione.
L’esperienza e le capacità legate ad un impegno costante ed al rispetto della legalità credo che saranno il biglietto da visita per realizzare quelle giuste alleanze e costituire una guida stabile e sicura per il bene della nostra Pescara.
I prossimi giorni saranno decisivi per individuare i giusti accordi programmatici e la mia partecipazione attiva al rilancio della Città.
Attraverso questo BLOG vi terrò informati di tutto e nel frattempo voglio porgervi i mie ringraziamenti per averlo consultato nei suoi due aspetti:quello Scientifico e quello Sociale.

Come apprendo dal sito del Ministero dell’Interno è stato sciolto ieri il Consiglio Comunale di Pescara, ecco la notizia:

“Ministero dell’Interno, 22.01.2009
Sciolto ieri il comune di Pescara

Il Viminale informa che su proposta del ministro dell’Interno, con decreto del Presidente della Repubblica, è stato sciolto ieri il Comune di Pescara. Lo scioglimento si è reso necessario a seguito della delibera del consiglio comunale che ha preso atto della dichiarazione del sindaco che ha rappresentato una situazione di impedimento permanente per lo svolgimento della funzione.

Il Comune di Pescara andrà al voto il 6 e il 7 giugno 2009. Sino ad allora rimarranno in carica – così come previsto dalla legge – la giunta (sotto la guida del vicesindaco) e il consiglio comunale.”

BARACK HUSSEIN OBAMA primo presidente AFROAMERICANO della storia degli U.S.A..
Mi sembra un omaggio semplice e corretto nei riguardi di un avvenimento di grandissima portata storica e i video del giorno fatidico del GIURAMENTO  ne sono la giusta testimonianza.
Il mio vuole essere un augurio e una speranza per tutti i POPOLI e le RAZZE del mondo,un augurio di pace,di fratellanza e di amore per potere insieme affrontare e risolvere i tanti problemi economici e di convivenza che ci affliggono.
OBAMA ha giurato sulla bibbia ed ha invocato DIO ad aiutarlo,noi siamo con lui per facilitarlo nel suo compito e incoraggiarlo a rendere la sua Nazione e tutto il mondo più unito e solidale.
Vediamo ed ascoltiamo insieme i due video di un avvenimento che segnerà la storia del MONDO  in questo TERZO MILLENNIO.

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