Cari lettori,in attesa delle vostre domande, tratterò una affezione molto frequente tra i giovani
e di esclusivo interesse chirurgico: La cisti sacro-coccigea o pilonidale.

Si tratta di una patologia benigna localizzata in regione sacro coccigea e spesso provvista di tramiti fistolosi.

Viene anche indicata come cisti pilonidale, per la frequente presenza di peli al suo interno.

Si manifesta intorno all’età puberale (13-16 anni), colpisce maggiormente gli uomini che le donne, con un rapporto di 3 a 1, e assume maggior rilevanza clinica negli anni successivi.

Si forma in regione sacrale tra lo strato adiposo cutaneo e la fascia muscolare e vi sono principalmente due teorie sulla comparsa della stessa: una congenita ed una acquisita.

Inizialmente il paziente presenta una piccola tumefazione nella stessa regione sacro-coccigea della quale non si rende conto fino al momento in cui essa va incontro ad una flogosi acuta ascessuale caratterizzata da segni locali: calore, arrossamento, dolore spiccato e tumefazione che diventa sempre più voluminosa e segni generali: febbre, malessere, cefalea.

L’ascesso se non viene trattato chirurgicamente, dopo alcuni giorni va spontaneamente incontro a rottura e fistolizzazione conimmediato miglioramento delle condizioni locali e generali.

Il processo, se non viene a questo punto trattato chirurgicamente, non si risolve definitivamente e dalla fistola continua ad uscire materiale liquido maleodorante commisto a sostanza caseosa e peli.

A distanza di tempo si ripete l’episodio acuto e ne consegue che si possono formare altre fistole, qualche volta ramificate, che finiscono col disseminare sulla cute vari orifizi.

La terapia è sempre CHIRURGICA e può essere attuata nelle varie fasi evolutive dell’affezione stessa in modo differenziato.

Per questo la diagnosi precoce è fondamentale e va affidata al medico curante che dovrebbe in tutti i soggetti in età pubere e giovanile eseguire una visita accurata della regione sacro-coccigea e ai soggetti maggiormente a rischio (uomini irsuti e di carnagione bruna) prescrivere un’ecografia sottocutanea della zona interessata.

Diagnosticare in questa fase la patologia con certezza significa risolverla con un intervento chirurgico semplice e definitivo.

L’ausilio, nel sospetto, di una visita specialistica del chirurgo generale, è in tutti i casi fondamentale per convalidare la diagnosi e stabilire le modalità dell’intervento.

Se l’intervento chirurgico avviene nella fase dell’ascessualizzazione, esso va praticato con urgenza senza aspettare la rottura dell’ascesso e la formazione della fistola, e consiste in un incisione ampia per drenare all’esterno il pus e svuotare la cavità ascessuale.

Tale intervento, praticato in anestesia locale ambulatorialmente, procura un immediato beneficio al paziente ed è seguito da medicazioni giornaliere.

Nei casi dove la patologia viene tardivamente all’osservazione del medico e successivamente del chirurgo generale, ci si trova di fronte a reiterate ascessualizzazioni e alla formazione di tramiti fistolosi multipli e secrezioni saltuarie.

In questi casi un trattamento medicato locale e una antibiotico terapia pre operatoria sono fondamentali , così come è fondamentale la tecnica chirurgica da applicare.

La tecnica chiusa è quella migliore per il risulta to e la guarigione in circa 15 giorni e consiste in una ampia escissione a losanga comprendente la cisti pilonidale e il tramite o i tramiti fistolosi.

Una tecnica attuabile in due tempi: l’escissione a losanga e la sutura, ovvero la chiusura con i punti dei margini della ferita operatoria.

La ferita in tal modo andrà incontro a cicatrizzazione più rapida. Evitare le complicanze (ematomi, rottura dei punti, microascessi) e le recidive è alla base di una tecnica accurata e che va condotta e personalizzata ai singoli casi.

Il decorso post-operatorio va seguito accuratamente e con suggerimenti appropriati alla tecnica eseguita.

Il tipo di anestesia può essere locale o spinale a sella.

Personalmente non eseguo tecniche aperte o semi aperte, che richiedono tempi lunghissimi per la guarigione.

La diagnosi esatta e precoce e la tecnica di esecuzione dell’intervento chirurgico sono alla base del successo e della guarigione rapida senza recidive.

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