Il laparocele,che gli anglosassoni chiamano ernia post laparotomica,rappresenta una grave complicanza post operatoria caratterizzata dalla fuoriuscita dei visceri contenuti nella cavità addominale attraverso un soluzione di continuo della parete formatasi nella fase di consolidamento cicatriziale di una ferita laparotomica. Le condizioni che più frequentemente predispongono alla formazione di un laparocele sono: 1) infezioni della ferita chirurgica 2) aumenti improvvisi della pressione endo-addominale :vomito,tosse,sforzi. 3) Malattie generali come il diabete 4) Inadeguatezza del materiale di sutura ed errori di tecnica chirurgica 5) Tagli longitudinali 6) Presenza di enterostomie Il laparocele si presenta come una “tumefazione” di varia grandezza evidente nel sottocute. Può manifestarsi in corrispondenza della ferita cicatrizzata chirurgica,ma può dislocarsi anche rispetto ad essa per le caratteristiche di farsi strada nelle aree sottocutanee più lasse. Può presentarsi liscia o bozzoluta,di consistenza molliccia o pastosa a seconda dell’intestino erniato. Si distingue in riducibile in cavità addominale o irriducibile,così come contenibile o non contenibile se fuoriesce immediatamente. La diagnosi clinica,semplice,è basata sulla evidenza di una tumefazione in presenza di una cicatrice chirurgica,qualche volta anche distante. Le complicanze sono quelle tipiche delle ernie: 1) Irriducibilità (per aderenze tra intestino ed intestino,intestino e sacco peritoneale,sacco peritoneale e cavità sottocutanea) 2) Strangolamento. La terapia chirurgica è fondamentale e va condotta in due tempi e condizionata dallo stato del laparocele stesso. La lisi accurata delle aderenze così come si manifestano all’interno del peritoneo tra i visceri erniati e tra essi ed il peritoneo stesso sono fondamentali e rappresentano un momento molto delicato dell’intervento. La ricostruzione dello stesso peritoneo è fondamentale per un efficace e corretto posizionamento della rete di polipropilene. Perché il salto di qualità e l’ottimale riuscita dell’intervento stesso, con possibilità quasi nulle di recidiva,è fondamentalmente legata all’uso di questi materiali,delle famose reti di polipropilene. Personalmente eseguo sempre interventi posizionando la rete sopra il peritoneo ricostruito e suturato,interponendola tra lo strato muscolare e quello aponeurotco superficiale o esterno ,ancorandola accuratamente a quello muscolare inferiore e stando molto attento alla sua estensione laterale,dove lo scollamento e l’emostasi accurata sono fondamentali così come il posizionamento di drenaggi in aspirazione. Ultimo tempo prima della sutura della cute è quello della ricostruzione sopra la rete del piano aponeurotico. Compito del chirurgo in questi interventi è anche quello di essere molto accurato nei particolari e migliorare anche il lato estetico. Se personalmente cerco quasi sempre di eseguire la tecnica che ho descritto e che ritengo la più efficace sono aggiornato sull’evoluzione tecnologica che si è sviluppata di pari passo con quella video assistita e ha fatto si che nuove generazioni di protesi composite e/o parzialmente riassorbibili possano essere posizionate in addome in laparoscopia.
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30 Ottobre 2008 at 12:03 pm
Gentile Professore, io ho subito 3 operazioni addominali, una sopra l’altra. La prima era di soli 10/15 cm. la seconda di una 20 cm e la terza va dalla bocca dello stomaco al pube. Il motivo di queste operazioni sono per le prime due per togliere dal tenue due voluminoso calcoli biliari e la terza come revisione in quanto da un drenaggio perdevo feci o simile. Da quella data dell’ultima operazione ero 104 kg di peso ed ora sono 170 kg., ma, il laparocele si è manifestato dopo 2 mesi dall’operazione quando ancora non ero igrassato. Mi dicono che dopo 4 anestesie generali devo tenrmi sto laparocele ed aspettare almeno 4/5 anni. Il laparocele è posizionato sulla bocca dello stomaco e vagiù per circa 13 cm. Secondo lei hanno ragione loro o no??. La ringrazio della Sua gentilezza e Le porgo cordiali saluti. Valentino Cesari.
31 Ottobre 2008 at 8:27 am
sig. valentino cesari il laparocele è come lei sa un’ernia post operatoria e l’intervento si pone di necessità e urgenza quando non si riduce ed è quindi strozzato.
non credo sia il suo caso.
lei ha subito tre interventi ,di cui uno dove forse vi era un interessamento peritoneale ,quindi si deve dedurre che potrebbe avere aderenze. in questo caso l’intervento è molto laborioso e lungo ,già prima di fare la plastica con la rete.
Per l’intervento elettivo è importante il giudizio dell’anestesista ,le condizioni generali e respiratorie e se diminuisse di peso certo lo aiuterebbe.
il tempo per eseguirlo è in rapporto con questi parametri e il disturbo che gli arreca.
la sua posizione se è alta e sopra ombelicale è dal punto di vista delle eventuali complicanze meno pericolosa ,la grandezza della porta erniaria del laparocele sulla linea mediana è sicuramente un vantaggio dal punto di vista della complicanza temibile che è lo strozzamento.
cerchi di diminuire il peso ,metta una pancera elastica e si faccia valutare dal chirurgo e dall’anestesista .
cordiali saluti.
3 Dicembre 2008 at 12:12 pm
La ringrazio della Sua risposta, chiara e professionale. Il laparocele parte dalla “bocca dello stomaco” e va giù verso l’ombelico per circa 13 cm., porto una pancera che devo togliere la notte altrimenti non digerisco e mi viene male alla schiena, faccio bene?. L’unica paura che ho è che quando lo guardo vedo una palla bella grossa, non dolente, ma, spero che non si strozzi tutto. La saluto cordialmente. Valentino Cesari.
3 Dicembre 2008 at 2:27 pm
se il laparocele e sovra ombelicale o epigastrico è molto difficile che si strozzi
fa bene come fa
a letto la pancera non serve
cordiali saluti
20 Gennaio 2009 at 8:52 am
gent.issimo professore
Mi può dire se è vero che in letteratura medica, per i laparoceli inferiori a 5 cm di diametro è + idonea la riparazione mediante punti di accostamento invece di riparazione con rete di polipropilene?
mi sembra assurdo che mi si dica questo, proprio per la dimensione contenuta del laparocele se si agisce nel primo intervento con rete contenitiva, il paziente nn avrebbe subito altri due interventi, per giunta nn risolutivi ma aggravanti della patologia.
Il paziente si è poi recato in altro presidio ospedaliero dove con l’applicazione della rete è andato tutto a posto!
Grazie
Grazie
21 Gennaio 2009 at 1:01 am
per giacomo
ritengo che attualmente la tecnica di riparazione dei laparoceli non possa escludere in nessun caso i mezzi protesici costituiti da reti di polipropilene.
in tutti i modi esiste il consenso informato,dove il chirurgo deve informare su ciò che si appresta ad eseguire e questo deve essere accettato da chi si opera.
in questa sede si sceglie il chirurgo ,la sua tecnica in rapporto al tipo di laparocele e l’uso o meno di mezzi protesici e di che tipo.
cordiali saluti
8 Febbraio 2009 at 7:13 pm
5 giorni fa ho subito un intervento di laparocele con retina i medici hanno avuto difficoltà ad isolarlo per le numerose aderenze ora mi è stato fissato un esame di colonscopia…ne ho fatte due lo scorso anno e adesso non capisco la connessione
8 Febbraio 2009 at 8:33 pm
per maddy
certo è difficile risponderle senza conoscere il caso clinico.
se mi da altri particolari potrei darle qualche suggerimento.
in tutti i modi è bene che si fidi e si faccia indagare.
cordiali saluti
13 Febbraio 2009 at 6:05 pm
gentile professore ho mia cognata con un laparocele abbastanza grande anche 10 cm alla bocca dello stomaco dovuto all asportazione dello stomaco per emorragia e affetta da cirrosi epatica e ogni tanto va in scompenso cardiaco l ospedale di caserta voleva intervenire ma c e stato l anestesista che si e rifiutato dicendo che la paziente non era in grado di subire un ulteriore anestesia.C E POSSIBILITA CHE QUALCHE CHIRURGO POSSA INTERVENIRE,LE SAREI GRADO SE LEI MI RISPONDESSE SALUTI MARIO MACERA
13 Febbraio 2009 at 11:30 pm
per mario
il laparocele alto ovvero epigastrico o sovra ombelicale oltre che al danno estetico e qualche fastidio non comporta pericolo di strozzamento viscerale ,pur tuttavia il chirurgo che esegue la visita lo deve costatare e riferire.
tenendo conto di quanto ho detto ,se viene suffragato dal responso di una visita,non vedo la necessità di rischiare davanti al quadro clinico che lei mi ha descritto . scompenso cardiaco e cirrosi,ascite?
il laparocele deve essere operato d’urgenza e in necessità assoluta solo se si strozza,ovvero non si riduce e presenta i segni della sofferenza vascolare delle anse in esso contenute.
cordiali saluti
23 Marzo 2009 at 8:40 pm
Gentile dottore, mi è stato diagnosticato un laparocele epigastrico sottocutaneto coem complicazione di due interventi chirurgici all’intestino per peritonite. Tra un intervento e l’altro sono stata portatrice di stomia per ben sei mesi.
Il mio medico ha detto che non rischio per ora lo strozzamento, e ha deciso di operarmi insieme al chirurgo estetico per levare l’ernia e ricostruire l’addome. Vorrei sapere se si può fare tutto con un intervento unico e se rischio ulteriori complicazioni con la chirurgia estetica.
24 Marzo 2009 at 7:15 am
per milvia
un’ottima scelta ,si può fare e come.
una plastica con rete di polipropilene ed un’addominoplastica per metterea posto il lato estetico.
ha detto bene il suo chirurgo il laparocele epigastrico non si strozza in quanto alto e difficilissimamente ci vanno anse di tenue.
si faccia operare così.
cordiali saluti
4 Maggio 2009 at 1:39 am
Egr. Professore. A novembre 08 ho effettuato il bypass gastrico ( pesavo 150 kg )in laparoscopia.Nella notte seguente sono stato colpito da emorraggia interna e rioperato d’urgenza in open il mattino seguente.
Essendo un forte fumatore non sono riusciti a svegliarmi e stubarmi e sono finito in coma farmacologico indotto x 4 giorni.
Ora da una quindicina di giorni alla sx della ferita ( posta sopra l’ombelico ) si e’ formata una palla ( non da’ dolore ma fastidio ) presumo un’ernia laparocele.
In attesa che vada a farmi visitare cortesemente mi saprebbe dire che rischi corro? In caso di ernia e’ possibile anestesia locale? ( sono terrorizzato all’idea di aver ancora la generale e non svegliarmi piu’).
Ho paura di farmi visitare e scoprire di dover affrontare un altro intervento chirurgico. Non riesco a smettere di fumare quelle maledette……….
Ho 43 anni adesso peso 120 kg sono alto 184 cm.
La ringrazio anticipatamente
Francesco
23 Giugno 2009 at 10:54 pm
Gentile Professore,
mio padre si è opeerato in parascopia per la parocele. A distanza di due settimene scopre di avere un infezione alla rete. Vorrei chiederLe quanto è pericoloso e che rischi corre. Grazie Massimo
22 Agosto 2009 at 11:36 am
Gentile Professore,
a mio padre di 64 anni è stato diagnosticato da un medico generico (quello del villaggio turistico dove eravamo) un laparocele, con consiglio di farsi vedere da un chirurgo appena tornati dalle ferie. Siamo tornati oggi ed in attesa di vedere il chirurgo mi sono messa a cercare informazioni in rete. Da quello che ho potuto capire tutti parlano di laparocele su ferita preesistente, ma mio padre non ha mai subito inteventi chirurgici addominali in vita sua. E’ cardiopatico e ha subito due ani fa’ un angioplastica, è diabetico e in forte sovrappeso, ed è da anni sotto controllo medico e farmacologico per le patologie appena descritte. Mi può per cortesia spiegare che tipo di esami dovrà fare e a che tipo di vito andrà incontro dopo un eventuale intervento? La ringrazio fin d’ora.
Una figlia preoccupata.
25 Agosto 2009 at 11:32 am
Buongiorno Professore, la ringrazio per la veloce risposta. Per la precisione questo rigonfiamento si vede solo quando sforza i muscoli addominali, per esempio quando da sdraiato si alza di scatto oppure alza le gambe, ma in posizione supina ed anche in piedi o seduto non compare. La posizione del rigonfiamento è al centro dell’addome. Grazie ancora. Giorgia
31 Agosto 2009 at 9:47 am
Buongiorno Professore,
oggi mio padre ha fatto la visita dal chirurgo che gli ha diagnosticato esattamente una leggera diastasi dei retti, come mi aveva spiegato la settimana scorsa e mi aveva tranquillizzata.
La ringrazio veramente tanto e Le auguro buon lavoro.
Giorgia
17 Novembre 2009 at 12:32 pm
egregio PROFESSORE,
mi chiamo Anna Rita, ho 45 anni e
un anno fa fui sottoposta ad un’isteroannessectomia bilaterale. Ora, mi è stata diagnosticata una laparocele sovrasottoombellicale con diastasi amonte dei retti. Però, essendo obesa grave (120 kg per 1,50 m) e un addome molto globoso nessuno si rischia a farmi l’intervento. Sono molto preoccupata e mi chiedo se con una fascia elastica o una pancera posso rimediare un po’. La laparocele, nel mio caso, si può strozzare? Che cosa può succedere? sono mplto preoccupata.
La ringrazio di cuore e attendo una vostra risposta. ANNARITA
17 Novembre 2009 at 12:38 pm
P.S.. Mi sono dimenticata di dirLE che sono diabetica e ho una cardiomegalia La ringrazio di cuore. Anna Rita
17 Novembre 2009 at 11:28 pm
certo bisognerebbe visitarla per esprimere un giudizio pur tuttavia ritengo che se il laparocele le da molto fastidio e contiene visceri addominali ,l’intervento di plastica con rete di poli propilene la soluzione di scelta. lei con le dovute precauzioni e gli accertamenti pre -operatori ben fatti si pu operare le invio cordiali saluti