A me sembra che al Comune di Pescara tutto proceda con una semplice autosospensione del sindaco e con un consiglio in carica, una giunta con un sindaco ammalato e non presente.
Il Sindaco ha ritirato le dimissioni,ma resta sempre il Sindaco di Pescara e, nello stesso tempo, Consigliere Comunale.
Il suo vice fa le sue funzioni e guida la giunta ma non capisco come possa dire che il 6 -7 giugno si voterà. Forse si dimette? o crede che il consiglio e la giunta vengano sciolte dal Presidente della Repubblica su indicazione del Ministro degli Interni? Forse pensa che si resti fino ad allora con lui a dirigere il comune?
Il dott. D’Alfonso, se ha un certificato medico, è giustificato fino a guarigione, a svolgere le sue funzioni di Sindaco e di Consigliere Comunale e non può essere dichiarato decaduto dal consiglio, che anzi deve visionare il certificato attraverso il suo notaio ovvero il Segretario Comunale.
Se D’Alfonso non decade e se sta male bisogna capire qual è entità temporale di questo certificato redatto dal suo medico curante.
Giusto ieri avevo scritto di come Pescara non meriti di finire triturata nell’ingranaggio mediatico come una città spazzatura.
Purtroppo questo sta già avvenendo e basta scorrere i giornali e leggere anche le edizioni on-line per accorgersi di come la cattiva pubblicità stia danneggiando tutto l’Abruzzo.
E’ di oggi l’intervista al collega Giancarlo Perfetto, anche Consigliere della Maggioranza di D’Alfonso, sul tanto chiacchierato certificato del Sindaco D’Alfonso.
Come ripeto, l’impedimento deve avere carattere assoluto e solo allora, ai sensi dell’articolo 53 Dlgs. 18/08/2000 n. 267 (Testo Unico Enti Locali), la giunta decadrà di diritto e si procederà allo scioglimento del consiglio comunale.
Ma deve trattarsi di una patologia seria che oltre all’impossibilità fisica di svolgere il mandato di sindaco sia talmente grave da far risultare incompatibile con altre funzioni il lavoro, ossia è il lavoro che diventa un motivo di aggravamento della malattia tanto da essere incompatibile con le stesse esigenze terapeutiche.
A sentire la scarna intervista al collega Perfetto l’impedimento non sarebbe così grave anzi neppure permanente e neppure ingravescente.
Ma allora di cosa stiamo parlando?
L’impedimento permanente e la patologia ingravescente sono tutto frutto della fantasia dei giornali o del Sindaco che ha colorito un po’ troppo il linguaggio medico?
La sostanza per ora non cambia, il Sindaco è ancora al suo posto anche se tutti dicono la loro contraddicendosi, forse volutamente, ma è lì perché non si è dimesso avendo semplicemente depositato un certificato per giustificare un periodo di lontananza da quella carica, ora rovente, che però conserva nella confusione generale di tutta Pescara agli occhi dell’Italia intera.
Può un medico curante fare un certificato con una prognosi indefinita?
A me medico chirurgo da circa 40 anni, ne mancano per la verità ancora 3, non risulta sia mai accaduto… mai fatto ne visto.
Si può dare una prognosi salvo complicazioni,ma in una certificazione si deve indicare una scadenza temporale della malattia.
Se ci troviamo di fronte ad una malattia sine die, ovvero non guaribile nel tempo allora si tratta di INPEDIMENTO PERMANENTE. Ma di solito questo avviene nei CENTRI DI RIANIMAZIONE e viene certificato da una equipe di specialisti.
Un cittadino malato, che vive a casa, esce scrive e legge, svolgendo tutte le attività comuni della vita, è un malato si ma non permanente e quindi teoricamente e praticamente se ben curato può guarire.
UN GRAN PASTICCIO SENZA PRECEDENTI, che ha una sua logica della quale non mi meraviglio.
PER CONCLUDERE: se il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA su indicazione del MINISTRO DEGLI INTERNI, al quale IL PREFETTO deve trasferire l’accaduto e chiedere lumi, non scioglie il CONSIGLIO COMUNALE DI PESCARA e non fa DECADERE LA GIUNTA entro il 24 di FEBBRAIO, non accerta il reale IMPEDIMENTO PERMANENTE del SINDACO, (formulato secondo me con una prassi inconsueta e poco attendibile), a questo punto non viene il COMMISSARIO PREFETTIZIO e non si va alle elezioni con un Consiglio comunale decaduto e una Giunta a scadenza temporale per la normale amministrazione. Tutto ciò contrariamente a quanto riferito dal Vice Sindaco e dal Senatore Pastore, uno dei capi dell’opposizione.
A mio avviso però tutto passa per la sicurezza ed attendibilità dell’IMPEDIMENTO PERMANENTE del SINDACO a svolgere le sue FUNZIONI.
Questo è ora il passaggio che deve essere fatto con le dovute cautele di legge.
Non ci sono precedenti penso e per questo diventa tutto opinabile.
Il mio appello va al CONSIGLIO COMUNALE ed ai consiglieri eletti.
Mi sembra chiaro che le cose non vanno e che si debba tornare al voto, le vostre dimissioni in massa sarebbero un segno di grande democrazia per ripartire dopo il 6/7 giugno.
Continuare così, farsi dichiarare decaduti non vi fa onore e non fa onore alla città. Una cosa simile è già avvenuta a PESCARA nel 1993 e ci fu una dimissione unanime dei consiglieri.
Continuare e far finta di nulla, aspettare decisioni dall’alto mi sembra veramente una cosa poco gradevole e le parole del vice Sindaco sui questa efficienza tanto sbandierata contrastano con gli avvenimenti per i quali tutti sono d’accordo sia necessario tornare al voto.
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