Dieci anni per realizzare queste 5 localizzazioni definitive strutturali ed organizzative sul territorio Abruzzese affiancando ad esse e riqualificando una parte delle strutture esistenti rese idonee per presidi distrettuali e residenze sanitarie di assistenza per lungo degenza ,hospis,riabilitazione.
Il problema che si pone immediatamente è quello di realizzare una razionale ed efficace riduzione dei costi di gestione delle strutture attuali con la razionale soppressione di strutture operative periferiche di scarsa utilizzazione e potenziamento delle stesse strutture nei presidi ospedalieri vicini a più alta utilizzazione,con l’avvio di quel processo già indicato di riqualificazione delle strutture dismesse verso strutture distrettuali ambulatoriali territoriali,con risparmi ed abolizioni di distretti obsoleti ed inefficienti.
A questa operazione da praticare nel breve tempo affiancherei con una oculata e mirata programmazione l’affidamento di alcune strutture Ospedaliere Territoriali di maggior utilizzo e più efficace localizzazione alla gestione privatistica ,in un’ottica di interazione tra strutture private esistenti sul territorio e dette strutture pubbliche.
Fare esclusivamente abolizioni di strutture complesse operative oggi già praticamente non funzionanti mi sembra solo una soluzione di facciata che non comporterà se non piccoli ed inefficaci risparmi.
La gestione concertata privatistica di strutture di degenza ed operatività territoriale non appartenenti a quelle 5 localizzazioni definitive ,ma nello stesso tempo giudicate razionalmente efficaci nel periodo decennale di transizione e successivamente ricollocate nell’assetto generale ritengo che sia una soluzione efficace per una riduzione drastica dei costi di gestione fornendo alle popolazioni locali un servizio efficiente ed al passo dei tempi.
In questa ottica rimarrebbero alla gestione di un’unica ASL regionale le 5 Strutture Ospedaliere di alta qualificazione con le annesse Strutture Privatizzate e la super visione dei 2 poli UNIVERSITARIO-OSPEDALIERI dell’Area metropolitana Chieti-Pescara e di quella interna L’Aquila-Teramo a Gestione e Direzione Autonoma.
Avremmo così un dimezzamento dei costi di gestione,ottenendo una razionalizzazione e maggior efficacia di prestazioni sia dal punto qualitativo che quantitativo.
Andare avanti solo con proclami di tagli a strutture ospedaliere inefficienti e scatenare reazioni locali non porterà alcun beneficio anzi aggraverà la già precaria gestione e non comporterà alcun risanamento del deficit.
Non vedo per ora ,così come non ho visto nel passato segnali di cambio di rotta nella gestione Sanitaria della nostra regione e mi auguro che le cose possano cambiare.
Oggi alle solite gestioni manageriali si è aggiunta quella del commissario governativo e si va avanti esclusivamente con tagli di spesa corrente e riduzione di personale per ottenere ,non so poi capire, cosa.
Nessuna reale programmazione,tanti generali e super generale certo che non lavorano gratis e taglio delle spese correnti sul personale e riduzione delle truppe.
La Politica quella Abruzzese con la A maiuscola ,se ancora esiste ,faccia un passo avanti ed assumendosene le responsabilità torni a gestire la Sanità e la sua spesa in Abruzzo a nome di tutti gli Abruzzesi,questo è il mio AUGURIO e spero che non resti tale.
14 Marzo 2009
La ricetta sulla Sanità Abruzzese. Parte quarta.
Posted by Giorgio D'Amico under Giorgio D'Amico | Tag: Politiche sanitarie, Regione Abruzzo, riduzione del deficit, Riorganizzazine |Leave a Comment